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Torre Colonna
2008
Case proibite. Fuga nel terzo paesaggio
2011
Una riflessione sul Progetto di Architettura nei Luoghi dell’Interdizione, una ricerca “interiore” sul paesaggio di Fiumara d’Arte, quindi l’approccio fenomenologico applicato alla comprensione e alla descrizione dell’Architettura Contemporanea in Sicilia, costituiscono gli antefatti essenziali di questo lavoro. Esso ruota intorno alla necessità di dare voce ai desideri maturati esercitando – nella quotidianità – l’ascolto incessante di un territorio controverso, investito dalla bellezza come dall’incuria. Cinque case proibite prendono forma catturando alcuni sedimenti del tempo disseminati qua e là tra le linee del viaggio. A reflection on Architectural Project in the Places of Interdictio…
Architettura e Paesaggio
2009
In una delle sue otto lezioni di architettura Quaroni sottolineava la necessità, durante la fase di definizione del progetto, di analizzare il “territorio dell’architettura” per comprenderne la “natura”, fatta di possibili variazioni altimetriche, della presenza -o meno- di elementi vegetali e di quanto altro utile a caratterizzarne l’essenza, trasformandolo in un luogo di cui è facile riconoscere l’identità. Il paesaggio con cui l’architettura si relaziona, i percorsi di accesso e le varie prospettive dalle quali può essere percepita, sono elementi su cui riflettere e da analizzare al fine di valutarne l’incidenza sul progetto.
Sentire lo spazio. L’architettura tra arte, natura ed esperienza estetica
2014
Con i movimenti ecologisti degli anni Settanta la tematica ambientale ha acquistato nuova centralità nel dibattito artistico, architettonico e filosofico. Tuttavia quando si affronta il tema dell’ambiente e del paesaggio, la prospettiva è prevalentemente ecologica e l’approccio di tipo scientifico. Raramente si tiene in considerazione che sia lo spazio naturale sia quello edificato sono soprattutto spazi percepiti e che le qualità estetiche dei luoghi non sono accessorie rispetto ai fattori tossicologici. La riflessione sviluppatasi in ambito architettonico, pur orientandosi verso la tutela dell’ambiente e l’armonica integrazione tra aree edificate e aree naturali, considera la bellezza un …
Potenza. Paesaggio e luce
2011
La tesi riguarda l’evoluzione del lavoro degli architetti che si è definitivamente svincolato dal determinismo modernista del progetto di architettura per approdare al relativismo critico del progetto di paesaggio. Il progetto è pensato prioritariamente in relazione a ciò che percepisce la comunità locale, e non al pensiero unico del progettista che determina una trasformazione secondo un principio insediativo astratto. Esiste una nuova modernità che si evolve secondo strategie proprie della cultura della nostra epoca. Ogni comunità esprime una cultura locale, che è connessa con la cultura universale. In questo momento la cultura universale esprime disordine, incertezze, una mescola di situ…
Dopo il paesaggio l'architettura
2017
“Il paesaggio non esiste”, così esordiva un saggio di Emilio Battisti, architetto-progettista milanese invitato a dare il suo contributo teorico alla prima edizione del LId’A nel 20025. In quella affermazione netta, decisa, provocatoria quanto basta a catalizzare le curiosità, le affinità, le aderenze e i distinguo dei tanti studiosi della materia, può condensarsi il nucleo fondativo di un dibattito che, animando le indagini sul territorio negli ultimi decenni, ha per certi versi paralizzato un pensiero operativo sul territorio. Consapevoli che tutti i punti non possono diventare luoghi è necessario affermare che tutto non può essere paesaggio. L’estinzione delle grandi urgenze della città …
Architettura e paesaggio
2009
Il rapporto tra paesaggio e architettura è certamente oggi oggetto di attenzione e riflessione. La consapevolezza di un incessante trasformazione continua dell’azione dell’uomo ci fa leggere il paesaggio come il luogo della trasformazione odierna. Architettura e natura, artificio e natura, nel loro integrarsi, sono i principali territori dell’immagine del paesaggio che, se osservati, svelano sistemi e regole necessarie al lavoro del progettista. Il paesaggio in quanto immagine, presuppone il vedere da un punto di vista da cui è osservato. Come dice Augustin Berque, “il paesaggio è un punto di vista, lo sguardo che noi riponiamo su di esso. La realtà con cui ci confrontiamo è un’interpretazi…
La terza via. Nuove regole per trasformare gli spazi aperti nella città pubblica
2014
La tesi secondo la quale i numerosi ed ampli spazi aperti della città pubblica sono tra i luoghi essenziali da cui partire per innescare trasformazioni urbane d’ampio respiro è oggi riconosciuta e ben fondata. Tuttavia al pesante corpus di riflessioni teoriche (ed anche di operazioni reali) effettuate a riguardo, non corrisponde ancora una risposta adeguata in termini procedurali e di definizione delle categorie d’azione possibili e legittime. Tale mancanza pesa sulla possibilità di intervenire in maniera veloce ed adeguata in questi luoghi. Cominciare a riflettere su nuove regole che accolgano e, insieme, normino l’entusiasmo e il successo dimostrato da tante esperienze di trasformazioni i…
SABRATHA - La necropoli a Nord-Est del Teatro nell'insula 8 della Regio IV
2012
Delimitato ad Ovest dal cardo che collegava il Teatro al Decumano Massimo di Sabratha, l'isolato a Nord-Ovest del Teatro romano si fa risalire al II secolo. Caduto in abbandono dopo il terremoto del 365 d.C., il quartiere viene occupato da un'area funeraria a cielo aperto, di cui ad oggi restano visibili 84 sepolture, in gran parte violate. Le tipologie funerarie censite sono quattro, fra le più peculiari dell'Africa romana nell'arco cronologico compreso fra il IV e il pieno VI secolo d.C. Questa prima analisi dell'area cimiteriale, effettuata nell'ambito del PRIN 2008, ha consentito anche di individuare alcuni criteri dell'organizzazione dello spazio funerario e dei modi dell'autorappresen…