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Per la committenza artistica degli arcivescovi iberici della Diocesi di Palermo (1278-1802). L’apporto dell’araldica
2021
Gli arcivescovi di Palermo nel corso dei secoli hanno costantemente espresso un’aulica committenza di arte sacra, molto spesso particolarmente onerosa e prestigiosa per i materiali, i modelli e gli artefici scelti. Si tratta di suppellettili metalliche, manoscritti o libri a stampa su pergamena e carta, parati realizzati in tessuto operato o ricamato, plasticazioni in stucco e arredi sacri in pietre dure, dipinti, insegne vescovili in uso nella cappella privata o nella cattedrale. L'intervento si concentrerà solo sui presuli di origine spagnola, una ventina in tutto, nominati nei secoli in cui la Sicilia gravitava nella sfera di influenza spagnola (1282-1713). The archbishops of Palermo ove…
Iscrizioni funerarie e stemmi
2003
LO SPECCHIO DEI SASSONI DI DRESDA. DIRITTO TERRITORIALE II. Introduzione, TRADUZIONE, Glossario.
2010
E lo Specchio, come la parte tecnica integrata all’uomo, un cyborg si direbbe oggi, non opera privilegi: chiunque vi si rifletta in una determinata situazione, lo Specchio, che contiene, sia nel testo che nella parte illustrata visi amorfi, darà una faccia a chi vi cade dentro. In quel momento il testo descriverà anche l’aspetto esteriore di quell’uomo che aveva fotografato a priori interiormente, nel suo pensare e nel suo agire. Quello che prima era un teorico modello-monito proteiforme si trasforma in un organismo vivo, operante, imparziale, di giustizia bendata: “E adesso udite per quanto riguarda i crimini, quale tribunale sentenzia su cosa. Il ladro si deve impiccare. Se si verifica pe…
Un monte in cinque colline. La figurazione araldica del soffitto della Sala Magna chiaromontana ne La Cartagine Siciliana di Agostino Inveges e nel m…
2020
Il saggio affronta la componente araldica nella decorazione del soffitto dipinto della Sala Magna dello Steri di Palermo, raffrontando gli stemmi ancora esistenti con quelli descritti in due autorevoli fonti scritte secentesche. La seconda di queste, un manoscritto finora anonimo, viene adesso assegnata a Vincenzo Auria e datata ante 1668. The essay deals with the heraldic component in the decoration of the painted ceiling of the Sala Magna of the Steri in Palermo, comparing the still existing coats of arms with those described in two important 17th century written sources. The second of these, a manuscript until now anonymous, is now assigned to Vincenzo Auria and dated before 1668.