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Aristotele e Dante, filosofi della variabilità linguistica
2010
Diversamente da quanto si legge in letteratura, Aristotele fu un filosofo che ha messo a fuoco le cause naturali della variabilità, nel tempo e nello spazio, delle lingue verbali. Dante, pur non conoscendo la lingua greca e potendo accedere alle opere aristoteliche tramite le traduzioni latine, teorizza il linguaggio in sintonia con questo aspetto della filosofia aristotelica. Nel saggio si mette in luce la somiglianza tra la locutio vulgaris teorizzata nel De vulgari eloquentia e la nozione di dialektos descritta da Aristotele nelle opere biologiche. Vengono anche esaminate le ragioni aristoteliche del motivo per cui secondo Dante gli angeli non hanno bisogno di locutio vulgaris e quindi n…
IL MUTAMENTO DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO IN SENSO COSTITUZIONALE ATTRAVERSO L’ANALISI DELLE SENTENZE PILOTA: UNA QUESTIONE DI LEGITTIMI…
Lo studio si propone di analizzare, in primo luogo, la prassi giurisprudenziale della procedura di sentenza pilota, inaugurata dai giudici della Corte EDU per porre rimedio al problema del sovraccarico dei ricorsi, in grado di mettere a rischio il funzionamento del sistema sovranazionale di tutela dei diritti fondamentali: vengono messi in evidenza, dunque, i tratti distintivi, i presupposti e le finalità dello strumento giudiziario, facendo ampio ricorso alla dottrina di riferimento. In secondo luogo, l’analisi della procedura delle sentenze pilota si inquadra nella più ampia questione della progressiva evoluzione verso una giurisdizione di carattere costituzionale: con particolare riferi…
Uso e accezione degli psiconimi nella poesia elegiaca latina di età augustea: fra tradizione e innovazione
La ricerca si propone un’analisi delle occorrenze, degli usi e delle accezioni dei principali psiconimi all’interno della poesia elegiaca di età augustea. L’indagine sul lessico dell’interiorità prende l’avvio dallo studio degli psiconimi nell’epos, nella tragedia, nella lirica e nell’epigramma greci, per poi valutare l’eco della produzione poetica greca in àmbito romano. Lo studio dei primi due libri del Corpus Tibullianum, della raccolta properziana e degli Amores ovidiani consente quindi di analizzare l’apporto originale di ciascun elegiaco alla rielaborazione di alcuni topoi desunti dalla produzione poetica precedente. Ognuno di questi autori, infatti, delinea nuove modalità di espressi…