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Le captazioni “occulte” della corrispondenza del detenuto: dubbi di qualificazione giuridica e tutela delle garanzie individuali
2012
Il controllo della corrispondenza di detenuti a fini investigativi registra interpretazioni giurisprudenziali “ondivaghe”, tendenti a fare richiamo alla disciplina delle intercettazioni ovvero, a quella del sequestro. Sostanzialmente disatteso risulta l’art. 18 ter della legge di Ordinamento Penitenziario che detta prescrizioni sul controllo epistolare. In un sistema processuale che deve accordare prevalenza alle garanzie dell’individuo detenuto, la soluzione proposta mira a valorizzare il dato normativo esistente.
Diritto al colloquio tra garante e detenuto: quando il potere giurisdizionale è presidio di effettività dei diritti dei detenuti e delle funzioni del…
2016
Il provvedimento in commento lascia presagire dinamiche penitenziarie che potrebbero rivelarsi virtuose. Con esso, infatti, il Tribunale di Sorveglianza di Perugia, accogliendo il reclamo presentato dal condannato, ha adottato una soluzione che consegna alla figura del garante dei diritti dei detenuti la meritata centralità rispetto alla congenita funzione di presidio che svolge anche rispetto alla giurisdizione rieducativa, consolidandone la effettività della sua azione.
Binari, spirale, orizzonte
2012
Europa. La guerra ha distrutto muri, case, segnato strade, scavato fossi fra i popoli. In un paese qualsiasi, un bambino affamato, uno qualsiasi, uno dei tanti, forse quello di “Germania Anno Zero”. Forse ce la farà e diventerà un uomo qualsiasi. O un grande uomo. Colline liguri, un partigiano ferito muore. Da qualche parte in Unione Sovietica il gelo si allontana e risparmia uno dei suoi ventitre milioni di morti contro il nazifascismo.
Condizioni di detenzione e cooperazione giudiziaria: verso una rafforzata tutela della dignità del detenuto
2017
La necessita di un equilibrio tra “certezza della pena” e “rieducazione del condannato” postula che la pena consista in un trattamento umano e rispettoso della dignita della persona. Posta tale premessa, l’Autrice mette in relazione il fenomeno della sovrappopolazione carceraria con i principi che stanno a base della cooperazione giudiziaria, di cui il MAE rappresenta la prima concretizzazione, per rilevarne le possibili alterazioni dei rapporti tra le autorita giudiziarie, in particolare quando si tratta di accogliere o rifiutare la consegna del condannato a pena detentiva. In tale contesto sembra apprezzabile il nuovo approccio della Corte di Lussemburgo che, nella decisione del 5 aprile …
Commento agli artt. 18 ter, 26, 27, 29 della Legge di Ordinamento penitenziario
2019
Il commento dottrinario e giurisprudenziale delle disposizioni relative alle limitazioni della corrispondenza dei detenuti, alla tutela del diritto alla religione, alle attività culturali, ricreative e sportive, alle comunicazioni dello stato di detenzione, dei trasferimenti, delle malattie e dei decessi, è condotto criticamente. Vengono evidenziati i punti di approdo della giurisprudenza interna ed europea, si sottolinea il cammino di riforma che dagli Stati generali dell'esecuzione penale ha condotto sino alla recente emanazione dei d.lgs. n. 121, 123 e 124 del 2018. Infine si mettono in evidenza le permanenti discrasie rispetto ai principi costituzionali in materia di pena.
In tema di reciproco riconoscimento delle sentenze penali: ancora una pronuncia che invoca, forse inopportunamente, il primato del diritto dell’Union…
2017
Con la decisione dell’8 novembre 2016, la Corte di Giustizia (Grande Sezione), nel procedimento penale a carico di Ognyanov, ha ritenuto che l’art. 17, commi 1 e 2 della decisione quadro 2008/909 / GAI del Consiglio, del 27 novembre 2008, in tema di reciproco riconoscimento delle sentenze penali che irrogano pene detentive o misure privative della libertà personale, come modificata dalla decisione quadro 2009/299 / GAI del Consiglio, del 26 febbraio 2009, deve essere inteso nel senso di impedire l’applicazione di una norma nazionale che autorizzi lo Stato di esecuzione a concedere alla persona condannata una riduzione di pena a motivo del lavoro da essa svolto durante la sua detenzione nell…
Evoluzione storico-giuridica del lavoro carcerario: da obbligo ad opportunità
2023
Il saggio ripercorre in chiave storico-evolutiva la disciplina del lavoro carcerario al fine di verificare se a seguito della riforma del 2018 il lavoro sia effettivamente inteso come un’opportunità e non più come un obbligo. The essay offers a historical and evolutionary reconstruction of the discipline of prison labour in order to verify whether - following the 2018 reform - work is actually understood as an opportunity and no longer as an obligation.