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Nullità sopravvenuta (una breve riflessione propositiva)
2022
Il contributo ha ad oggetto una riflessione propositiva sulla cosiddetta nullità sopravvenuta, valorizzando nei contratti ad efficacia non ancora esaurita la vigenza della fonte. Da ciò può dedursi che in ogni momento e fase dinamica del contratto sia implicito un costante ancoraggio alla sua giustificazione, che imporrebbe una reiterazione del giudizio di validità. Così che per i casi nei quali il contratto si ponga in un secondo momento in contrasto con regole di validità poste dall’ordinamento per effetto di una circostanza successiva alla sua formazione, pur in senso diacronico (rispetto all’origine), sia ravvisabile una ipotesi di nullità successiva
Recesso
2013
Infondate le questioni di legittimità del nuovo comma 1 bis dell’art. 438 c.p.p.: la Corte sigla la conformità costituzionale della preclusione del r…
2021
La Corte costituzionale affronta il delicato tema dei rapporti tra giudizio abbreviato ed ergastolo, di recente riformato dalla legge n. 33 del 2019. Assecondando le istanze securitarie provenienti dalla collettività, il legislatore del 2019, con il nuovo comma 1 bis dell'art. 438 c.p.p., ha stabilito che è inibita la possibilità di accedere al rito premiale per gli imputati di reati puniti con la pena perpetua. Sollevate diverse questioni di legittimità costituzionale, la Corte le ha respinte, siglando la conformità a Costituzione della nuova disciplina. L'Autrice ripercorre il ragionamento dei giudici costituzionali, rilevando come, sulle questioni attinenti al merito della novum legislat…
Immanuel Kant. Il tempo interno del miglioramento: un paradigma del progresso storico?
2010
Il soggetto kantiano, per sapersi morale, deve potersi pensare come un soggetto che non ha fine nel tempo sensibile: per pensarsi secondo questa forma dell’intelligibile egli postula una durata infinita della sua personalità. Con ciò si apre un orizzonte di senso immaginabile soltanto in un ‘futuro aperto’ e dilatato all’infinito: in questa dimensione temporale specifica trova senso l’esercizio morale di ogni individuo. La designazione temporale dell’immortalità dell’anima come durata infinita (unendliche Dauer) e il progresso intelligibile che è connesso al postulato mostrano un’interessante processualità inerente alla dimensione intelligibile - non spazio-temporalmente condizionata - dell…
Brevi considerazioni sulla necessità di emancipare la vittima del reato dallo «status» di offeso
2022
Con la sentenza 203/2021, la Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 2 bis, l. 24 marzo 2001 n. 89: continua, pertanto, a rimanere esclusa dal novero dei legittimati a dolersi dell'eccessiva durata dell'iter procedimentale la vittima del reato, la quale, ancorché abbia subìto un patimento cagionato dall'eccessivo protrarsi delle indagini preliminari cui consegua l'estinzione del reato per prescrizione e quantunque abbia presentato querela ed esercitato i diritti e le facoltà accordatele dall'ordinamento nella veste proprio di persona offesa, non avrà diritto a beneficiare del rimedio ristorativo previsto dalla legge Pinto,…
IL DANNO DA IRRAGIONEVOLE DURATA DEL PROCESSO
2009
Il lavoro, svolto in forma sostanzialmente monografica, si preoccupa di indagare circa i livelli di attuazione che gli ordinamenti italiano ed inglese hanno dato all’art. 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo del 1950 in materia di durata ragionevole del processo. In particolare si passano criticamente in rassegna gli strumenti normativi predisposti in Italia e in Inghilterra, soprattutto mettendo in rilievo le differenti propensioni dei legislatori nazionali. Ed infatti, le fasi iniziali di vita in Italia dell’istituto della ragionevole durata del processo sono state più travagliate ed incerte a causa della originaria riluttanza giurisprudenziale a conferire…
CULTURA DELLA RAGIONEVOLEZZA DEI TEMPI PROCESSUALI, GARANZIE CEDU E RIMEDI INTERNI:IL CASO ITALIANO TRA ESPERIENZE E PROSPETTIVE DI RIFORMA
Mai come negli ultimi decenni il volto della Giustizia è apparso così contrassegnato da rugosità e increspature che ne hanno evidenziato il suo lento stato di senescenza e deterioramento. Agli occhi della collettività ha, ormai, assunto l’aspetto di intollerabile luogo d’inefficienza e sono tutti in grado di riconoscerne il suo male maggiore, radicato nell’estenuante lentezza dei suoi riti. Invero, il tempo è un elemento imprescindibile della qualità del processo sotto una duplice prospettiva: “occorre tempo per decidere, ma occorre altresì decidere in tempo”, e il tempo fissato per la decisione giudiziaria è un tempo dalla necessaria ragionevole durata. Il perseguimento di questa durata ra…
Prefazione del Curatore a "La ragionevole durata del processo civile. Uno studio di diritto comparato" di Rosalba Potenzano
2021
Si tratta della Prefazione del Curatore al volume "La ragionevole durata del processo civile Uno studio di diritto comparato" di Rosalba Potenzano
Prescrizione del reato e ragionevole durata del processo: princìpi da difendere o ostacoli da abbattere?
2016
Il tema della prescrizione è particolarmente sentito nel nostro Paese, nel quale un numero rilevante di procedimenti penali si conclude, purtroppo, con la dichiarazione di estinzione del reato per tale causa. Nel presente contributo si riflette criticamente sulla recente tendenza – ulteriormente percorribile, alla luce della nota sentenza Taricco – ad aumentare i termini prescrizionali per evitare tale esito, certamente non auspicabile. In particolare, si riflette sul fondamento garantistico e liberale della prescrizione e si pone l’accento sulla necessità di abbreviare i tempi del procedimento penale, piuttosto che allungare i termini della prescrizione, come una riforma non ponderata cons…