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I confini dell'identità. Un caso di comunicazione paradossale nella Sicilia greca arcaica

1990

Contro l'opinione corrente che vede la colonizzazione come occasione per costruire una rappresentazione storiografica e una memoria culturale della superiorità dei Greci colonizzatori rispetto agli indigeni, si prende in esame un caso eccezionale di coloni Greci scacciati da altri Greci e "soccorsi" dai Siculi indigeni con una procedura che rimette in gioco i confini e gli spazi dell'identità etnica.

Settore L-ANT/02 - Storia Grecacolonizzazione greca etnicità identità memoria Siculi Megara Iblea Iblone
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Mito Memoria Identità. Ricerche storico-religiose sulla Sicilia antica

2012

Il tema del volume è l’ambivalenza del rapporto tra memoria e identità, che emerge dall’indagine storico-religiosa rivolta sia alla documentazione antica sia, con pari attenzione, ai modi e alle strategie della ricerca moderna. In altre parole, la memoria è un campo estremamente adattabile ai bisogni dei gruppi sociali e dei loro codici culturali. Ogni pratica sociale, economica, politica e religiosa, concorre a “ri-creare” un paesaggio culturale, o meglio “inventarlo”. Questo è l’obiettivo del volume: lo studio della formazione di alcuni temi mitici e il ruolo giocato da santuari e culti. Il presupposto è la tendenza delle tradizioni “mitiche” e dei processi cultuali a strutturarsi come un…

Settore L-ANT/02 - Storia Grecamito memoria identità culti etnicità.
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Identità, stereotipi e memorie collettive

2013

L'articolo propone un'analisi di alcuni soprannomi etnici a partire dalla teoria sociologica dello stereotipo, per evidenziare le forme linguistiche della rappresentazione del diverso in area siciliana.

Settore L-FIL-LET/12 - Linguistica ItalianaOnomastica antroponima popolare etnicità stereotipi identità
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Ampelonimia siciliana e tassonomia popolare: tra nomi e referenti scomparsi

2013

Il contributo parte dall’accertamento in sincronia di tre cataloghi ampelonimici collocabili tra la fine del XVII sec. e la prima metà del XIX: due di questi (l’Hortus Catholicus di padre Francesco Cupani e il Vertunno Etneo di padre Gioacchino Geremia) risultano molti noti ai botanici, uno è un testo inedito (Dizionario botanico siculo-latino di Antonio Bonanno). Nei tre documenti vengono accuratamente descritti vitigni siciliani, di cui vengono forniti la denominazione dialettale e i corrispondenti geosinonimi. Il trattamento linguistico dei tre botanici prevede sempre l’uso della iniziale maiuscola e di norma essi considerano gli ampelonimi come sostantivi autonomi e non come appellativi…

Settore L-FIL-LET/12 - Linguistica ItalianaampelonimiOnomasticafonti secondarie sette-ottocentescheetnici.
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Poligenesi e polimorfia dei ‹blasoni popolari›. Una ricerca sul campo in Sicilia a partire dai moventi

2013

La relazione muove da una ricerca che si sta attualmente conducendo in Sicilia sul rilevamento dei blasoni popolari (epiteti o soprannomi popolari, come proposto da Migliorini 1948) ancora in uso. La regione possiede, infatti, già a partire dalla preziosa opera di Giuseppe Pitrè una ricca documentazione di pubblicazioni sull’argomento, rinvenibile sulla rivista da lui diretta , su alcuni numeri della Biblioteca delle Tradizioni popolari e su un discreto numero di lavori di studiosi siciliani . Dall’inizio del secolo, però, la tradizione di studi si è interrotta e scarne informazioni sono presenti in testi di autori locali. Il lavoro di cui questo contributo costituisce uno dei primi prodott…

Settore L-FIL-LET/12 - Linguistica Italianaantroponimia onomastica popolare soprannomi etnici blasoni popolari stereotipi
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«Regards croisés» et processus de remotivation des blasons populaires siciliens

2013

Proporremo qualche riflessione su un settore dell’onomastica che si presta particolarmente a processi di mobilità semantica e rimotivazione. Il blasone popolare, ovvero il soprannome collettivo, sia che venga espresso come locuzione o disturna sia che appaia come marca lessicale, finisce per identificare in maniera univoca il gruppo che lo riceve (e che, talvolta, lo accoglie) anteponendo la funzione di denominazione etnica al valore semantico primariamente espresso dal significante e al suo valore morfologico (che può essere di generico aggettivo, nome o locuzione). Nella comunicazione si indicheranno alcuni modelli di formazione dei blasoni a partire da esempi concreti registrati in alcun…

Settore L-FIL-LET/12 - Linguistica Italianaantroponomastica popolaresoprannomi etniciantroponomastica popolare; soprannomi etnici; blasoni popolari; stereotipiblasoni popolaristereotipi
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I soprannomi etnici

2013

Settore L-FIL-LET/12 - Linguistica Italianablasoni popolari soprannomi etnici stereotipi antroponimia
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Mòcheno e tamòcco: su due soprannomi etnici per tedesco

2016

In questo contributo discutiamo l’etimologia dei termini mòcheno e tamòcco, utilizzati in Trentino-Alto Adige per riferirsi a due gruppi tedescofoni e alla loro lingua. In particolare, mòcheno indica la popolazione e la lingua di ceppo tedesco della valle del Fersina in Trentino (anche detta Valle dei Mòcheni), mentre tamòcco è utilizzato in provincia di Bolzano come spregiativo per gli appartenenti al gruppo linguistico tedesco. L’obiettivo primario del contributo è proporre una sistematizzazione delle varie occorrenze di mòcheno e tamòcco nelle fonti, discutendo sia i risultati degli studi precedenti, sia nuovi dati onomastici, toponomastici e dialettali dell’area alpina orientale da noi …

Settore L-FIL-LET/12 - Linguistica ItalianaetimologiaesoetniciSettore L-LIN/14 - Lingua E Traduzione - Lingua TedescaTrentino Alto Adigeetimologia; esoetnici; Trentino Alto AdigeSettore L-LIN/01 - Glottologia E Linguistica
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Dinamiche della percezione comunitaria attraverso i soprannomi etnici. Da Pitrè a oggi, in Sicilia.

2012

I soprannomi etnici costituiscono, in Sicilia, uno strumento onomastico privilegiato per cogliere le dinamiche della percezione intercomunitaria. Essi, infatti, disegnano, attraverso i tratti che si ritengono salienti, i caratteri, denotativi e connotativi, dei diversi centri. Analizzando il corpus di Pitrè, raccolto alla fine del XIX secolo, e il corpus odierno, raccolto all’interno del progetto DASES, è possibile cogliere il cambiamento, ma anche la persistenza di alcuni tratti, da quelli ergologici e quelli alimentari, da quelli comportamentali a quelli economici. Ciò consente di valutare cosa sia cambiato e cosa si sia mantenuto, che cosa le comunità continuino a stigmatizzare e quali e…

Settore L-FIL-LET/12 - Linguistica Italianasoprannomi etnici blasoni popolari lessicografia dialettaleAntroponomastica popolare
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I sistemi delle classi d’età. Il contributo teorico di Bernardo Bernardi e la loro riscoperta contemporanea in chiave identitaria e patrimoniale

2020

This chapter considers Bernardi’s contribution to two different processes of traditional institutions revival in East Africa. He was the main ethnographer of the Mugwe, a traditional dignitary of the Meru of Kenya, that ceased to exist soon after his field work. He used the attribution ‘failing prophet’ in the title of the first edition of his book, changed into ‘blessing prophet’ in the following edition, having in the meanwhile registered a growing symbolic consideration for the institution. The history of the gadaa generational class system of the Oromo is intertwined with the Oromo liberation struggle. The institution never disappeared entirely, having remained operative among the Oromo…

Settore M-DEA/01 - Discipline DemoetnoantropologicheIn Africa sono sempre più frequenti le iniziative volte al recupero di nuovi significati per le istituzioni e i valori tradizionali. Tali processi sono spesso basati sui resoconti etnografici raccolti nei periodi precedenti. In questo capitolo si esamina il contributo che il lavoro di Bernardi ha dato in relazione all’istituzione del Mugwe dei Meru del Kenya e al sistema di classi generazionali gadaa degli Oromo dell’Etiopia. Bernardi ha prodotto il principale resoconto etnografico del Mugwe e ha registrato il fenomeno del recupero simbolico dell’istituzione già dalle prime fasi. In questo quadro si colloca la restituzione da lui effettuata con la ristampa del testo inglese. Il contributo di Bernardi rispetto al sistema gadaa ha riguardato piuttosto l’elaborazione teorica sui sistemi delle classi d’atà iniziata con la tesi di dottorato e continuata con varie pubblicazioni di grande influenza. Riconosce la politicità di tali sistemi tra i gruppi etnici egalitari dell’Africa orientale anticipando il successo che il gadaa avrà come simbolo nazionale e simbolo politico di democraticità nel quadro della lotta di liberazione degli Oromo. Il gadaa è stato di recente riconosciuto dall’Unesco patrimonio culturale immateriale dell’umanità e si continua a discutere anche a livello accademico sulla sua potenzialità nella governance degli Oromo.
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