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Contraddittorio tecnico

2018

Dopo un'analisi del difficile equilibrio fra tecniche probatorie e garanzie difensive, l'Autrice si sofferma sugli spazi concessi al contraddittorio tecnico nelle diverse legislature che si sono succedute nel tempo, per poi focalizzare l'attenzione sul diritto alla prova tecnico-scientifica nell'attuale sistema, quale scelta necessaria del legislatore del 1988. Quindi pone l'accento su limiti connessi all'ingresso del sapere tecnico nel procedimento penale, dalle indagini preliminari al dibattimento.

Settore IUS/16 - Diritto Processuale PenaleContraddittorio tecnico - Dialettica peritale - Perizia - Prova per periti - Accertamenti tecnici non ripetibili - Incidente probatorio - Udienza preliminare - Dibattimento
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Commento agli artt. 234-243 c.p.p.

2008

Il commenta riguarda la disciplina della prova documentale. Si analizza il concetto di documento valido come prova nel processo e le peculiarità rispetto alla prova orale (art. 234), i documenti che costituiscono corpo di reato (art. 235), quelli relativi al giudizio sulla personalità (art. 236); l'acquisizione dei documenti provenienti dall'imputato. Specifica attenzione è rivolta ai controversi istituti dei verbali di prove di altri procedimenti (art. 238) e delle sentenze irrevocabili. Infine l'analisi concerne l'acquisizione e l'utilizzazione dei documenti anonimi e dei documenti falsi, con un taglio sia sistematico sia applicativo, alla luce delle evoluzioni della giurisprudenza.

Settore IUS/16 - Diritto Processuale PenaleDocumenti - Prova documentale - Prove di altri procedimenti - Sentenze irrevocabili - Documenti anonimi - Documenti falsi
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Verso il "giusto processo" d'appello: se non ora quando? Dalla irriducibile staticità nello ius positum italiano al dinamismo cognitivo nel diritto v…

2012

L'Autrice si sofferma sul dogma della necessità del doppio giudizio di merito sottolineando la crisi della struttura cartolare dell'appello nel sistema processuale di parti. In seguito viene affrontato il dinamismo del secondo giudizio nella giurisprudenza europea per verificare la possibilità di una interpretazione costituzionalmente e "convenzionalmente" orientata.

Settore IUS/16 - Diritto Processuale PenaleGiudizio di appello - Giurisprudenza europea - Prova dichiarativa - Rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale
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L'erosione del "mito" dell'immediatezza. L'irruzione della "prova negoziata" nel giudizio: deroga "fisiologica" o congegno "eversivo"?

2003

Il lavoro ha ad oggetto le modifiche operate dalla c.d. legge Carotti sulla fisionomia del fascicolo per il dibattimento. Con tale riforma, infatti, si è data la possibilità alle parti di concordare l'acquisizione al predetto fascicolo di atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero. Prima dell'analisi della disciplina, si ripercorre seppur per cenni la storia del 'doppio fascicolo'. Si rileva poi come l'innovazione del 1999 sia di non poco conto, inserendosi nel solco della logica accusatoria, che tende a valorizzare, da un lato, il potere dispositivo delle parti, pur contribuendo, dall'altro, all'erosione della medesima logica accusatoria basata sulla separazione funzionale delle f…

Settore IUS/16 - Diritto Processuale PenaleImmediatezza - Prova negoziata - Consenso dell'imputato - Contraddittorio - Deroga fisiologica
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Commento agli artt. 234-243 del c.p.p

2005

Il commenta riguarda la disciplina della prova documentale. Si analizza il concetto di documento valido come prova nel processo e le peculiarità rispetto alla prova orale (art. 234), i documenti che costituiscono corpo di reato (art. 235), quelli relativi al giudizio sulla personalità (art. 236); l'acquisizione dei documenti provenienti dall'imputato. Specifica attenzione è rivolta ai controversi istituti dei verbali di prove di altri procedimenti (art. 238) e delle sentenze irrevocabili. Infine l'analisi concerne l'acquisizione e l'utilizzazione dei documenti anonimi e dei documenti falsi, con un taglio sia sistematico sia giurisprudenziale.

Settore IUS/16 - Diritto Processuale PenaleProva documentale - Prove di altri procedimenti - Sentenze irrevocabili - Documenti anonimi - Documenti falsi
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La rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale nel giudizio di appello

2012

La disciplina della prova nel giudizio di appello penale ancora oggi è calibrata sulla rivalutazione delle prove già formate nel processo di primo grado. L'acquisizione nel contraddittorio orale è assestata sostanzialmente su declinazioni ecccezionali: la sussistenza di elementi probatori nuovi, reperiti o sopravvenuti dopo il primo processo. Tuttavia, alla luce del principio costituzionale del c.d. giusto processo non si può più avallare un giudizio che riformuli la decisione nel merito sulla base di rivalutazioni di conoscenze ex actis soprattutto per ribaltare una decisione di proscioglimento in sentenza di condanna. Questa interpretazione del resto è ormai pacificamente adottata dalle C…

Settore IUS/16 - Diritto Processuale PenaleProva penale - Giudizio di appello penale- contraddittorio- Corte edu
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L'inutilizzabilità della prova, tra punti fermi e profili controversi

2014

Il contributo analizza l'inutilizzabilità delle prove, passando in rassegna ratio, qualificazione e natura del vizio che, come noto, è di nuovo conio rispetto al sistema delle invalidità del c.p.p. 1930. Ci si sofferma sulla duplice modulazione della inutilizzabilità fisiologica e patologica come riflesso della struttura bifasica del processo penale vigente, con la connotazione degli atti in endoprocedimentali e processuali, nonché sulla questione relativa alla valenza in favor di prove inutilizzabili e sulla possibilità di utilizzare prove viziate in procedimenti diversi. Infine l'attenzione è rivolta alle prove incostituzionali, all'inutilizzabilità derivata e al raggio di azione delle pr…

Settore IUS/16 - Diritto Processuale PenaleProva penale - Vizi della prova - Inutilizzabilità - Interpretazione giurisprudenziale
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Giudizio abbreviato (dir. proc. pen.)

2016

Nell’ambito della giustizia penale differenziata, il giudizio abbreviato si inserisce nel solco dei procedimenti speciali deflativi del dibattimento. Riformato dalla l. n. 499/1999, esso presenta caratteristiche del tutto nuove rispetto all’impianto originario, costituendo oggi un modello deflativo dall’accesso automatico: all’imputato, infatti, è riconosciuto un vero e proprio diritto a rinunciare al contraddittorio per la prova in cambio di un apprezzabile effetto premiale in caso di condanna.

Settore IUS/16 - Diritto Processuale PenaleRiti deflativi del dibattimento Giudizio abbreviato Contraddittorio sulla prova Riti premiali
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DONNE E RELIGIONE CATTOLICA: QUALE RAPPORTO? QUALI DIRITTI?

2013

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Settore IUS/20 - Filosofia Del DirittoLe brevi riflessioni che seguono hanno ad oggetto la religione cristiana ed in particolare la confessione cattolica.Il tentativo è quello di provare a riflettere sulla relazione che le donne instaurano con la religione cattolica fuoriuscendo dai tradizionali dibattiti legati alla necessaria subordinazione delle donne all'interno della gerarchia così come alla valutazione della donna come brava madre e brava sposa. In particolare l'attenzione è focalizzata sull'originale contributo della teologia femminista cattolica.
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Stato, rivoluzione e violenza simbolica. Una lettura à la Bourdieu dell’insorgenza cilena

2023

The essay is part of a book that aims to rediscover and enhance Pierre Bourdieu's contribution to the legal philosophy. Clelia Bartoli's paper takes up the French sociologist's theory of the State outlined during courses held at the College de France in 1989/1990 and 1990/1992. Bourdieu eschewed an intellectual fashion of his time that pushed historians, political scientists, lawyers and sociologists to examine the causes and reasons, evolutions and epilogues of revolutions, at the expense, however, of what is happening on the background: the dull, muffled and repetitive order of things. Bourdieu believed that permanence more than change, what is obvious more than what is eccentric, the ord…

Settore IUS/20 - Filosofia Del DirittoSettore SPS/11 - Sociologia Dei Fenomeni PoliticiSettore SPS/01 - Filosofia PoliticaIl saggio si inserisce in un volume che intende riscoprire e valorizzare il contributo di Pierre Bourdieu alla filosofia del diritto. Lo scritto di Clelia Bartoli riprende soprattutto la teoria dello Stato del sociologo francese delineata durante i corsi tenuti al College de France nel 1989/1990 e nel 1990/1992. Bourdieu ha rifuggito una moda intellettuale a lui coeva che spingeva storici politologi giuristi e sociologi a vagliarne cause e ragioni evoluzioni ed epiloghi delle rivoluzioni a discapito però di quanto accade sul fondale: lo scialbo ovattato e ripetitivo ordine delle cose. Bourdieu riteneva che dovesse stupire e meritare di essere spiegato fosse più la permanenza del mutamento l’ovvio più dell’eccentrico l’ordinario più straordinario. Tuttavia nel corso delle lezioni menzionate afferma che per provare nell’ardua impresa di pensare e comprendere lo Stato sia necessario guardare al momento della sua genesi o alle fasi di crisi come durante le rivoluzioni. È infatti in quei momenti che il potere simbolico di cui lo Stato ha il monopolio non è stabile e si presta ad essere osservato come frutto di un processo anziché nella sua ineluttabilità. Le categorie e l’approccio socioepistemico à la Bourdieu vengono adottate dalla Bartoli per leggere il caso dell’insorgenza cilena del 2019 e l’esordio del processo costituente.
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