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La comprensione dell’altro tra spiegazioni mentalistiche e pratiche situate
2014
This essay presents current criticisms against a “mentalistic” interpretation of the practice of understanding others as providing some reasons for a redefinition of the structure of the problem rather than for its deconstruction. More specifically, I hypothesize that the problem of reconciling the practical status of our understanding with the reflective stance needed to understand and assess apparently “out of context” behavior is a legitimate one, and that the analysis of the normative structure of cooperative interaction provided by John Searle and Paul Grice can provide us with the tools to deal with this problem.
Traduzione di J. R. Searle, Coscienza, linguaggio, società, a cura di Ugo Perone, Prefazione di Francesca Di Lorenzo Ajello.
2009
In questo testo, che raccoglie il ciclo di lezioni tenuto presso la Scuola di Alta Formazione Filosofica di Torino, John Searle ripercorre il proprio itinerario teorico, dalla filosofia della mente alla filosofia del linguaggio fino alla più recente ontologia sociale, mostrando non solo che la realtà umana, fatta di coscienza, intenzionalità, significato linguistico, razionalità, diritti, doveri, ecc., è compatibile con la realtà naturale quale viene descritta dalla fisica, dalla chimica e dalla biologia, ma anche che, una volta descritta correttamente, la prima è una naturale conseguenza della seconda. Perseguendo tale progetto Searle offre le proprie soluzioni a molteplici problemi della …
I nonni e la cura del patto intergenerazionale
2010
Fede/fiducia, razionalità, conversione
2021
A partire da confronto tra alcuni passi dei Vangeli e testi di Wittgenstein e Kuhn, il saggio ragiona sulla su alcune questioni teoriche che ruotano attorno al tema della credenza e del cambiamento di credenza, a partire da una nozione molto densa del lessico greco antico, quella di pistis, che tra i suoi significati ha anche quelli di fede e fiducia. In particolare, si cerca di fare emergere come la dicotomia classica tra due tipi di pistis (da intendere qui genericamente come “credenza”), una pistis filosofico-scientifica razionale e una pistis religiosa irrazionale – distinzione che rimanda all’ancor più classica dicotomia “razionale” vs “irrazionale” – sia non soltanto difficile da sost…
Vincoli universali del linguaggio e impegni deontici nella costruzione della realtà sociale
2009
LINGUAGGIO, INTENZIONI E RAZIONALITA’ PRATICA: UN’IPOTESI INTERPRETATIVA DELLE BASI DEL GIUDIZIO MORALE.
2008
Il percorso illustrato nelle pagine che seguono ha origine all’intersezione del pensiero filosofico di G. E. M. Anscombe (1919-2001) con alcuni dei recenti studi angloamericani in materia di practical reasoning. L’opera di Anscombe, per più di un aspetto originale e stimolante, possiede una peculiare fecondità concettuale relativamente alla vexata quaestio dello statuto logico, gnoseologico ed etico dell’azione, con particolare riferimento ai caratteri dell’agire intenzionale . Di seguito, i contributi di Philippa Foot e di Martha Nussbaum alla definizione di una action’s theory contemporanea, hanno sviluppato e arricchito i concetti stessi di ‘azione’ e di ‘razionalità pratica’, mettendone…
Mente, linguaggio e razionalità. Il naturalismo di W.V. Quine ed il dibattito contemporaneo.
2013
Una lettura non riduzionista della filosofia della mente di W. V Quine, offre la chiave per apprezzare alcune fondamentali curvature teoriche del suo naturalismo epistemologico. Permette di evidenziare una concezione dell'osservazione quale cognitivamente permeata che non implichi forme radicali di relativismo conoscitivo e di rendere perspicua la rilevanza delle aperture sul tema dell'empatia nella comprensione dell'altro. Ne emerge, in dialogo con voci autorevoli del dibattito contemporaneo, un'interpretazione che si discosta da alcuni stereotipi storiografici consolidati e tratteggia i contorni di una peculiare concezione naturalistica della razionalità.
ESPERIRE MIMETICO E RAZIONALITÀ NEL MODELLO ADORNIANO DI RAPPORTO MENTE-MONDO.
2014
Il saggio ricostruisce il ruolo cognitivo e razionale della mimesi nel modello adorniano di conoscenza come “differenziazione”. Vi è proposta un’interpretazione della capacità del “pensare per costellazioni” e del linguaggio di “cogliere la cosa”, che ne evidenzia la lontananza dal “vecchio realismo della rappresentazione oggettiva (der alte Abbildrealismus)”. Esso mira anche a rendere esplicito come il modello adorniano di conoscenza sia in grado di dar conto di alcune recenti acquisizioni neurofisiologiche su un livello mimetico di rapporto mente-mondo, e come esso contribuisca ad una convincente interpretazione, razionalista ed antiintellettualista ad un tempo, di alcune loro implicazion…
La ragione “contraddittoria” in Simone Weil
1999
Nel saggio seguono sono collezionate alcune idee di Simone Weil intorno al tema della ragione elaborate soprattutto durante gli ultimi anni della sua vita (1941-1943). La ragione naturale viene contrapposta alla ragione soprannaturale contrario della trionfale sintesi hegeliana. Questa si costituisce come arresa vincente: dopo essersi dichiarati sconfitti, manifestata la propria impotenza di soluzione dell’ossimoro e divenuti ormai completamente coscienti del limite, si viene trasportati nell’immenso universo che contiene tutti gli opposti.