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Leon Battista Alberti e l’ “idea” della bellezza
2007
Attraverso un esame dei testi albertiani in cui compare il concetto di idea si dimostra che Alberti stravolge l’originario valore trascendente di questa nozione per farne il fondamento razionale della bellezza. Infatti il concetto di artista come “alter deus” svolge nel De pictura un ruolo parallelo a quello dell’“artista-scienziato”, dato che Alberti condanna chi, dimentico delle regole, confida solo sul proprio ingegno e su un’astratta idea di bellezza.
Leon Battista Alberti, Prologo al De re aedificatoria
2012
Il prologo al De re aedificatoria (di cui si propone una nuova traduzione con testo latino a fronte) presenta i concetti fondamentali dell’estetica architettonica di Leon Battista Alberti: il nuovo ruolo dell’architetto; l’importanza del disegno come operazione mentale; l’analogia dell’edificio con l’organismo vivente; il significato della bellezza intesa sia come valore estetico, in relazione all’ordine armonico della natura, sia come criterio etico-sociale, volto a regolare l’appropriatezza degli ornamenti rispetto alle varie tipologie costruttive. Questi temi, peraltro ampiamente commentati nell’introduzione anche attraverso opportune citazioni dai vari libri del trattato, mostrano l’eme…
La finestra e lo specchio. Alberti e la pluralità dei punti di vista
2020
Nel De pictura, paragonando la pittura prima a una finestra e poi a uno specchio, Leon Battista Alberti sottolinea l’importanza del punto di vista per la rappresentazione artistica. Nelle Intercenales, che costituiscono il contraltare giocoso del trattato, il cambiamento di punto di vista determina una diversa visione del mondo. Attraverso riferimenti testuali ad entrambe le opere, il saggio dimostra che, sia come teorico dell’arte sia come letterato, Alberti ha esaltato la «forza del vedere», il rifiuto di una visione monodirezionale e l’importanza di discernere e valutare differenti prospettive, lasciando ai posteri un insegnamento coerente di natura sia etica sia estetica. In his work De…
Pietro Agostino: Il "Ministro" astrologo
2011
Il testamento e l'inventario di Pietro Agostino, Maestro razionale del Regno di Sicilia, permettono di ricostruire la complessa personalità di un "Ministro" del Regno di Sicilia. Un brillante rappresentante di una classe dirigente che utilizza la cultura, la preparazione tecnica e amministrativa, il controllo degli uffici pubblici e la curiosità intellettuale per innescare processi di dinamica sociale per l'ascesa sociale. Agostino è un astrologo e un collezionista, ma, soprattutto, espressione rilevante dell'umanesimo siciliano.
Un piano di espansione per Palermo nel secondo Cinquecento: Guglielmo Fornaya e la fondazione del borgo di Santa Lucia.
2014
Il saggio indaga una "speciale" lottizzazione fra le numerose attuate nella capitale siciliana nel corso del XVI secolo: la sua specificità consiste, infatti, nell'essere stata l'unica condotta in un'area esterna alla cinta muraria. Attuata apparentemente contro ogni ragione di difesa della città, l'iniziativa si intreccia piuttosto con più questioni legate alla realizzazione del Molo Nuovo, la principale infrastruttura portuale del Mediterraneo realizzata in prima età moderna, e con le controverse proposte di espansione urbana formulate dalla Corona che, se realizzate, avrebbe condotto al raddoppio della superficie intramuraria di Palermo, con la costruzione di una nuova "Napoli" siciliana…
Los signos de la grandeza urbana: el Civitates Orbis Terrarum
2011
Los seis tomos del Civitates Orbis Terrarum, resultado de la labor infatigable de Georg Braun, Franz Hogenberg y de sus colaboradores, sobre todo del pintor Georg (o Joris) Hoefnagel, constituyen un instrumento inigualable para el estudio de la historia de los asentamientos y, más en general, para la comprensión del fenómeno urbano en Europa en la primera edad moderna. Son múltiples los temas sobre los que nos induce a reflexionar el análisis de la valiosa y heterogénea recopilación de plantas y vistas a vuelo de pájaro: la forma urbis, la construcción de apariencias urbanas representativas, la inserción de la ciudad en el paisaje, su relación con el territorio, la singularidad de las técni…
Giardini intus urbem nella Palermo del Cinquecento
2010
Fino a non molto tempo fa poco era noto riguardo alla presenza nel XVI secolo a Palermo di un vasto ed articolato sistema di giardini produttivi ed ornamentali che occupavano buona parte del territorio urbano intramoenia, conferendogli così una certa identità di “green city” della prima età moderna. Sarà proprio nel corso del Cinquecento che i giardini intus urbem palermitani, eredità di un passato ancora non lontano oscillante tra gusto tardogotico e piena Rinascenza, e dei quali nel saggio si prova a indagare modelli culturali ed estetici di riferimento nonché caratteri ed elementi compositivi, saranno via via cancellati con l’attuazione di piani di lottizzazione di iniziativa privata, da…
Pianificazione e investimento immobiliare nel Cinquecento: i Ventimiglia e le Case Nove a Palermo
2009
Fu durante il corso del Cinquecento, come recenti studi hanno dimostrato, che Palermo acquisì quella struttura urbana che avrebbe mantenuto pressochè inalterata sino alle soglie dell’età contemporanea. Una serie numerosa di interventi di lottizzazione attuati per iniziativa privata senza soluzione di continuità lungo tutto il XVI secolo condussero alla urbanizzazione di vaste porzioni del territorio intramurario ancora, a quella data, occupate da orti e viridaria, retaggi materiali della città tardomedievale. Anche uno dei molti rami in cui si articolava la famiglia Ventimiglia, una delle più autorevoli e prestigiose dell'aristocrazia siciliana, prese parte a questo processo di crescita e t…
Viridaria e città. Lottizzazioni a Palermo nel Cinquecento
2010
La cartografia a stampa del tardo Cinquecento restituisce di Palermo quella immagine di città densa e compatta, dal tessuto fittamente edificato all’interno di una possente cinta bastionata, che, in assenza di rappresentazioni più antiche, è divenuta una icona della capitale siciliana, caratterizzata però quasi da una sorta di atemporalità. Tuttavia, ogniqualvolta ci si è soffermati a riflettere sulla datazione di quelle parti di tessuto urbano contraddistinte da reticoli viari regolari e maglie a scacchiera – possibili indizi di pianificazione di età moderna – si è giunti a credere che fossero in gran parte riconducibili a interventi eseguiti, tra la fine del Cinquecento e la prima metà de…
Dalla Ruga Magna alla Strada Maqueda. Note sull’abitare a Palermo nella prima età moderna
2011
La via del Bosco, l’antica ruga Magna dell’Albergheria, ha rappresentato per secoli, dal medioevo sino alla fine del Cinquecento, il centro nevralgico dell’intero quartiere e non molto sarebbe cambiato anche dopo il tracciamento della strada Nova o Maqueda, il monumentale rettifilo aperto per sventramento nell’anno 1600 nel tessuto denso e compatto della città di Palermo. La configurazione della strada cinquecentesca, caratterizzata da non molti edifici di grande estensione e altezza, era diversa rispetto a quella che avrebbe acquisito nel Settecento e che avrebbe mantenuto, nonostante il degrado e la decadenza, sino ai giorni nostri. Non era ancora il tempo dei grandi palazzi nobiliari, an…