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Il calice di Giovanni di ser Iacobo ed altre suppellettili toscane del Trecento in Sicilia: novità su artisti e committenti
2012
La preziosa suppellettile liturgica conservata nel tesoro della Cattedrale di Messina è già nota da tempo agli studiosi perché firmata dall'orafo fiorentino Giovanni di ser Iacobo attivo alla corte reale angioina di Napoli. Il saggio, grazie alla corretta lettura della seconda iscrizione apposta sull'opera, individua la committente, la francescana suor Stefania Rufolo, la probabile destinazione originaria per un convento dell'area amalfitana e le ragioni per cui è successivamente giunta a Messina. Con l'occasione, si fa il punto anche su altre opere toscane coeve con smalti traslucidi The precious liturgical ornament preserved in the treasury of Messina Cathedral has long been known to scho…
Paliotti architettonici d'argento nella Sicilia occidentale: espressione dell'arte controriformata
2008
Arte & Migranti. Uomini, idee e opere tra Sicilia e Francia / Art & Migrants. Des hommes, des idées, des oeuvres entre Sicile et France
2007
Veneremur cernui. La custodia eucaristica a Mistretta. Culto e committenza artistica nei secc. XVI e XVII
2000
Cassate, cannoli e altri miti
2020
On the one hand, there are the traditional Sicilian sweets, with their composition, shape and taste; on the other hand, there are the times and the spaces in which they are consumed, but also those in which they are prepared. For each of these aspects, which are not of a linguistic nature, there are multiple discourses that take them as their object, articulating their meaning. The objective of this essay is to put all these heterogeneous sources into dialogue in an attempt to identify the structures they have in common. This research does not aim to establish the origin of the Sicilians' interest in sweets, but rather the way in which in this island, crossroads of many peoples, a system ha…
"Hoc opus fodit Pirus Martini de Pisis". Note su un capolavoro di oreficeria toscana con smalti del XIV secolo a Geraci Siculo
2012
Il prezioso ostensorio, trasformato in reliquiario nel XVII secolo, conservato nel tesoro della Chiesa Madre di Geraci Siculo (PA), è già noto da tempo agli studiosi perché firmato dall'orafo pisano Piro di Martino (lettura dell'iscrizione corretta, piuttosto che "Pino di Sammartino"). Il saggio, che per la prima volta ne descrive gli smalti traslucidi, propone una datazione alla seconda metà del XIV secolo per ragioni stilistiche e ne attribuisce la committenza al conte Francesco II Ventimiglia. The precious monstrance, transformed into a reliquary in the 17th century, kept in the treasury of the Mother Church of Geraci Siculo (PA), has long been known to scholars because it was signed by …
Il Tesoro della Matrice Nuova di Castelbuono nella Contea dei Ventimiglia
2005
Il prezioso e in gran parte inedito corpus di suppellettili argentee della Chiesa Madre di Castelbuono, legato alla committenza della famiglia Ventimiglia analiticamente indagata, viene schedato secondo la più attuale metodologia catalografica e storico critica. La monografia è compendiata da un catalogo dove ciascun manufatto è descritto e contestualizzato nella temperie stilistica di riferimento, evidenziando le influenze artistiche nazionali ed internazionali. La rassegna di opere d’arte proposte nel volume copre un arco cronologico che va dal 1338 al XIX secolo. Vengono inoltre suggerite linee guida per una eventuale musealizzazione