Search results for "Facezie"
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Tradizioni retoriche e letterarie nelle «Facezie» di Poggio Bracciolini
2011
Le «Confabulationes» (più comunemente note come «Liber Facetiarum») di Poggio Bracciolini sono una raccolta di 273 “facezie” latine (aneddoti, apologhi, motti di spirito, battute salaci, barzellette, brevi novelle) redatte dall’umanista toscano nel corso di molti anni, attraverso una complessa opera di accrescimento, rielaborazione e riscrittura che fa sì che esse possano essere considerate alla stregua di un “work in progress”. Il libro offre notevoli spunti di indagine anche per ciò che riguarda i modelli, le suggestioni utilizzate e rifuse, insomma le “fonti”. Che i mille rivoli della novellistica medievale, latina e volgare, abbiano lasciato sedimenti nella raccolta, è cosa ben nota e g…
La lascivia delle parole. Beccadelli, Bracciolini e il dibattito sull’Hermaphroditus
2013
La questione della lingua è un nodo centrale del dibattito umanistico del Quattrocento, che si articola principalmente nel «duplice problema dei rapporti fra latino e volgare, e del livello e dei modelli stilistici e lessicali cui la lingua letteraria latina doveva adeguarsi» (Pittaluga, 1995). Il presente saggio affronta la questione ripercorrendo la vivace discussione sollevata nel 1426 dalla pubblicazione dell’irriverente opera del Panormita. In un momento estremamente ricettivo e dinamico dell’umanesimo italiano, gli epigrammi impudichi dell’Hermaphroditus sollevavano la questione dell’imitazione della poesia giocosa e dei generi minori della letteratura antica – oscurati durante il Med…
Una facezia di Poggio nell'«Epirota» di Tommaso de Mezzo
2014
Printed in 1483, Tommaso de Mezzo’s «Epirota» belongs to the second time of the latin humanistic comedy of the Quattrocento, characterized by a strictly imitation of Plaute (and also of Terence), more strong than in the texts of the first half of the century. The first section of this paper presents Tommaso de Mezzo’s life and works, and plot, types and subjects of «Epirota». The second part of the article offers the analysis of some scenes of the comedy, in which the author clearly employs one of Bracciolini’s «Facetiae».
“Ad levationem animi”. La virtù terapeutica delle facezie
2015
Nel De Sermone Giovanni Pontano afferma che i racconti, proprio perché provocano naturalmente piacere, «calmano l’animo in modo straordinario e si potrebbe dire che lo lavino in un bagno quando è stanco e sporco di sudore e lo asciughino dopo averlo lavato». Pontano formalizza sul piano teorico l’idea boccacciana della narrazione come farmaco, rivalutando in particolare la funzione del racconto comico e delle «cosiddette facezie» come forma di svago e di salutare esercizio dell’otium. Nell’ottica dell’umanista, per cui l’humanitas consiste innanzitutto nel legame sociale istituito dalla parola, il narrare diventa una virtù, la facetudo, capace di rigenerare l’animo dalle fatiche e dagli aff…
Le Confabulationes di Poggio e il «palcoscenico» della Curia
2014
Il saggio prende in esame la struttura e l’organizzazione retorica del Liber facetiarum di Poggio Bracciolini, avanzando alcune ipotesi sul progetto narrativo dell’autore alla luce delle modifiche apportate nelle diverse fasi redazionali del libro. L’accento viene posto sulla costruzione di una cornice dialogica, che coordina le singole pièce narrative e riconduce l’atto del narrare alle conversazioni del circolo umanistico della Curia pontificia. Da un lato, Poggio recupera il modello della «lieta brigata» del Decameron, adattandolo al nuovo contesto della "confabulatio" umanistica; dall’altro, approfondisce la dimensione comica e scenica dello scambio verbale, istituendo uno stretto rappo…
Modalità teatrali nelle Confabulationes di Poggio Bracciolini
2014
In un epistola del 1426 indirizzata ad Antonio Panormita, Poggio Bracciolini commenta la lettura dell’Hermphroditus e ne loda la «iucunditatem carminis, iocos et sales» in essa contenuti, elogiando l’amico per aver trattato argomenti tanto impudichi in maniera così elegante e composta; e aggiunge: «ita multa exprimi turpiuscula, ut non enarrari sed agi videantur, neque ficta a te iocandi causa, ut exstimo, sed acta extimari possint». Prendendo spunto da questa notazione poggiana in merito al rapporto fra diegesi e mimesi nella scrittura del Panormita, il saggio si propone di mettere in evidenza le modalità teatrali con cui Poggio costruisce il proprio Liber facetiarum. La ricerca della teat…