Search results for "INVECCHIAMENTO"
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LE LINEE GUIDA: VALUTAZIONE E DIAGNOSI DEL RISCHIO DI FRATTURE DA FRAGILITÀ
2017
La fragilità ossea, soprattutto nelle popolazioni anziane, ha un costo sociale ed economico elevato per l’aumentato rischio di fratture da fragilità in diversi siti dello scheletro. Molti fattori di rischio per le fratture da fragilità, come le cadute, la sarcopenia, la malnutrizione e la ridotta mobilità, hanno una prevalenza particolarmente elevata nelle popolazioni anziane. Il numero di fratture di femore è in continua crescita in numeri assoluti, principalmente per l’invecchiamento del-la popolazione, e contribuisce alla elevata morbilità, mortalità e disabilità in questa fascia di popolazione. Per tali ragioni, negli ultimi decenni sono state formulate (e costantemente aggiornate) dive…
Diagnosi differenziale tra sindrome neurologica alterna e idrocefalo normoteso: un caso clinico
2016
L’idrocefalo consiste in una dilatazione del sistema ventricolare dovuta ad un disturbo della circolazione liquorale. Nell’anziano l’idrocefalo è di frequente riscontro in associazione a demenza, come forma ex vacuo. L’idrocefalo normoteso colpisce prevalentemente soggetti d’età superiore ai 65 anni con un esordio clinico subdolo, che spesso è causa di ritardo nella diagnosi. Le sindromi neurologiche alterne sono espressione di lesioni di varia natura a carico del tronco encefalico, caratterizzate dalla coesistenza di un deficit neurologico centrale controlaterale alla lesione ed un deficit neurologico periferico omolateralmente alla lesione. Descriviamo il caso di un paziente di sesso masc…
APPROCCI NUTRIZIONALI NELLA PREVENZIONE DEL DECLINO COGNITIVO E DELLA MALATTIA DI ALZHEIMER
2017
Vi sono consistenti evidenze epidemiologiche a supporto di una stretta relazione tra alimentazione, de-clino cognitivo e malattia di Alzheimer. È ipotizzabile che il rischio di declino cognitivo nell’anziano possa essere ridotto tramite appropriati interventi dietetici, e che l’adozione di una dieta e di uno stile di vita sani possano contribuire a ritardare l’insorgenza del-la malattia di Alzheimer, anche grazie alla potenzia-le azione sulla prevenzione della aterosclerosi. Sono state studiate diverse sostanze nutritive, componenti alimentari, integratori e modelli dietetici in relazione alla loro associazione con la performance cognitiva e con lo sviluppo del declino cognitivo e della dem…
LIVELLI DI ATTIVITÀ FISICA NELLA POPOLAZIONE SICILIANA ULTRASESSANTACINQUENNE. SISTEMA DI SORVEGLIANZA PASSI D’ARGENTO
2015
L’incremento della vita media raggiunto ai nostri giorni presenta nuove sfide, di carattere socio-politico e sanitario, che attendono risposte puntuali e tempestive. Lo stravolgimento demografico, inevitabilmente, si accompagna ad una transizione epidemiologica risultante nella netta prevalenza di patologie cronico-degenerative a genesi multifattoriale, ed in parte secondaria alla presenza di numerosi fattori di rischio modificabili (sedentarietà, cattive abitudini alimentari, fumo ed abuso di alcol) la cui correzione, a tutte le età, è fondamentale per il raggiungimento di un invecchiamento di successo. Ponendo l’attenzione sui benefici dell’incremento dell’attività fisica si può evidenzia…
PREVALENZA DI CADUTE E PREVENZIONE NELLA POPOLAZIONE SICILIANA ULTRASESSANTACINQUENNE. SISTEMA DI SORVEGLIANZA PASSI D’ARGENTO
2015
L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno globale, che si caratterizza soprattutto per la presenza di patologie cronico-degenerative che incidono sulla qualità della vita delle persone anziane e che causano un notevole incremento dei costi per le cure e per l’assistenza. Per fronteggiare tale fenomeno globale, che riguarda da vicino l’Italia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha messo a punto un piano che ha come obiettivo primario “l’invecchiamento attivo” (active ageing), cioè incentivare il passaggio da politiche incentrate sui bisogni delle persone anziane, considerate abitualmente come soggetti passivi, a politiche che riconoscano l’anziano come parte attiva della vit…
IL TESTAMENTO BIOLOGICO NEL PAZIENTE AFFETTO DA DEMENZA: CONSIDERAZIONI BIOETICHE E SUGGERIMENTI NELLA PRATICA CLINICA
2017
La demenza rappresenta oggi una delle principali priorità del sistema sanitario, in termini sia clinici che assistenziali, con un importante impatto sulla popola-zione mondiale. Un recente report redatto dalla comunità scientifica ha evidenziato come circa 46 milioni di soggetti hanno ricevuto diagnosi di demenza nel corso del 2015. Il trend intrapreso suggerisce che questa cifra possa aumentare progressivamente in futuro: è stimato che circa 130 milioni di persone saranno affette da demenza nei prossimi quarant’anni. Nonostante la cruda sincerità di tali numeri, il progresso delle conoscenze cliniche nel campo delle demenze non sempre ha progredito di pari passo con il miglioramento dei mo…
DEPRESSIONE E RISCHIO DI ISOLAMENTO NELLA POPOLAZIONE SICILIANA ULTRASESSANTACINQUENNE. SISTEMA DI SORVEGLIANZA PASSI D’ARGENTO
2015
L’aumento della vita media, e quindi l’invecchiamento della popolazione, si caratterizza per la presenza di patologie cronico-degenerative che influenzano la qualità di vita. Per tale motivo è fondamentale mettere in atto delle risposte globali ed efficaci incentrate sui bisogni delle persone più anziane, in quanto soggetti non passivi, ma aventi il diritto e la responsabilità di partecipare attivamente alla vita della comunità in ogni fase dell’esistenza. A tal proposito il Ministero della Salute, in collaborazione con la regione Umbria e il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (CNESPS), ha dato vita a “PASSI D’ARGENTO”, un sistema di monitoraggio della…
L’INADEGUATEZZA TERAPEUTICA NELL’ANZIANO FRAGILE AFFETTO DA DIABETE: ANALISI DEI COSTI DELLA IPOGLICEMIA
2017
Il diabete mellito di tipo 2 (DM2) è una malattia molto comune nell’età geriatrica: in Italia ne soffre oltre il 20% della popolazione ultrasettantacinquenne. L’ipoglicemia è un effetto collaterale indotto dai farmaci finora più utilizzati per la terapia del DM2 e può causare danni fisi-ci, psicologici e sociali. Il rischio di ipoglicemia è dovuto all’uso di sulfaniluree/glinidi e d’insulina, a ragione del loro caratteristico meccanismo d’azione. Con l’aumentare dell’età i sintomi dell’ipoglicemia possono ridursi d’intensità e presentarsi con caratteristiche differenti. La mancanza di studi clinici sull’ipoglicemia nell’anziano rende difficoltosa la stima dell’incidenza della stessa nella p…
IPOMAGNESEMIA GRAVE CORRELATA ALL’ASSUNZIONE DI INIBITORE DI POMPA PROTONICA
2017
Gli inibitori di pompa protonica (IPP) sono tra i farmaci più frequentemente assunti nella popolazione anziana, spesso cronicamente, anche per indicazioni non sempre giustificate. Sebbene siano farmaci ben tollerati, emergono sempre nuove e frequenti reazioni avverse. In particolare, negli ultimi anni, sono stati riportati vari case-report di ipomagnesemia insorta dopo terapia prolungata con IPP. Tuttavia, ad oggi, non è stato di-mostrato il meccanismo fisiopatologico con cui queste molecole possono indurre tale disionia. Il magnesio è il secondo catione più abbondante nella cellula e svolge ruoli chiave in molti processi intracellulari. La sua omeostasi è garantita dall’equilibrio tra l’as…