Search results for "Linguistica"
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Storia della lingua italiana e dialettologia
2010
Documentare la ricerca: uno sguardo esterno sugli strumenti di osservazione e di monitoraggio
2020
The paper aims to demostrate the importance of teaching Italian grammar at school through the valency model discussing the methodology and the results of a sperimentation joined to the project "Didattica della grammatica valenziale: dal modello teorico al laboratorio di grammatica in classe"
Didattica della lingua, didattica tout court nell’esperienza di don Lorenzo Milani.
2017
La dimensione didattica di don Lorenzo Milani risulta poco sistematica nella sua elaborazione complessiva, ma è possibile estrarre dall'epistolografia e da altri testi molte indicazioni circa la centralità dell'insegnamento della lingua italiana come strumento di formazione civile, prima che culturale.
La Scuola di Lingua Italiana per Stranieri (Itastra) dell’università di Palermo, fra ricerca, didattica e formazione
2022
Le parole del tempo perduto. Ritrovate tra le pagine di Camilleri, Sciascia, Consolo e molti altri
2016
Le parole del tempo perduto sono quelle che oggi si sentono sempre meno. Quelle che le generazioni di quarantenni e di cinquantenni, nel corso della loro infanzia, hanno avuto, qualche volta, l’occasione di sentirle pronunciare dai più anziani. Sono parole solo siciliane o solo meridionali (parole, cioè, che non esistono nell’italiano o che vi sono giunte dal dialetto). Parole in grado di “raccontare”, in un quadro affascinante e straordinario, la “specificità” della millenaria storia culturale della più grande isola del Mediterraneo. Di esse si racconta la storia e “se ne parla” giocando e ironizzando, per quanto possibile, con i loro significati e con “i modi di dire” nei quali vivono, co…
Mòcheno e tamòcco: su due soprannomi etnici per tedesco
2016
In questo contributo discutiamo l’etimologia dei termini mòcheno e tamòcco, utilizzati in Trentino-Alto Adige per riferirsi a due gruppi tedescofoni e alla loro lingua. In particolare, mòcheno indica la popolazione e la lingua di ceppo tedesco della valle del Fersina in Trentino (anche detta Valle dei Mòcheni), mentre tamòcco è utilizzato in provincia di Bolzano come spregiativo per gli appartenenti al gruppo linguistico tedesco. L’obiettivo primario del contributo è proporre una sistematizzazione delle varie occorrenze di mòcheno e tamòcco nelle fonti, discutendo sia i risultati degli studi precedenti, sia nuovi dati onomastici, toponomastici e dialettali dell’area alpina orientale da noi …
I proverbi nella cultura popolare
2013
Il contributo offre un inquadramento complessivo della paremiologia e paremiografia siciliane a partire dai repertori ottocenteschi sino alle occorrenze letterarie.
Tradizioni alimentari convergenti e tradizioni alimentari esclusive: alcuni esempi
2013
Il contributo offre un panorama di pietanze, procedure, usi alimentari legati a specifiche aree dell'isola. A partire dall'uso del cibo cotto nello zolfo, per arrivare all'impiego della carne di pecora cotta al forno nelle peregrinazioni devozionali dei Nebrodi.
I nomi dei venti in Sicilia tra toponomastica, geomorfologia e “mondo magico”. Possibili itinerari di ricerca
2014
Il sistema anemonomastico siciliano appare leggibile su due livelli: da un lato i nomi dialettali dei venti ripropongono in larga misura quelli presenti nell’italiano tramontana, maestrale, greco, scirocco, libeccio, dall’altro si rileva un numero impressionante di anemonimi rifatti su un toponimo e, più spesso, sull’etnico corrispondente, se il paese che dà il nome al vento è situato lungo la direzione da cui esso spira. Ciò è particolarmente evidente per i nomi dei venti “freddi”. Per essi, mediante una ricerca su una piccola porzione del territorio siciliano le Madonie , è stato possibile raccogliere almeno due anemonimi di origine toponimica in ciascuno dei centri indagati. Mediante lo …
Diversi piatti per una procedura: da "a ccunìgghiu" a "cunìgghiu", tra antonomasia e metonimia
2011
Un piattio tipico di Polizzi Generosa è il "cunìgghiu". Si tratta di un piatto freddo a base di baccalà – o, in alternativa, di ventresca di tonno –, cavolfiori, cardi, patate, melanzane, carciofi, pomodori secchi, capperi, olive bianche e olive nere (cfr. Sottile e Genchi 2010), con aggiunta di aceto (e zucchero). Gli informatori del luogo sono soliti spiegarne paretimologicamente il nome secondo una prospettiva che tende a opporre la cucina (povera/senza carne [di coniglio]) delle classi subalterne a quella (ricca/con la carne [di coniglio]) delle classi egemoniche. Gli informatori, finiscono, dunque, per proporre una pietanza “in salsa gramsciana” che trova i presupposti nel fatto che me…