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Reflexives
2014
An adequate description of the reflexive system in Ancient Greek entails a brief overview of the main assumptions on the notion of reflexivity and, more in general, imposes some preliminary remarks on the theoretical framework which forms the background of the argumentation. The primary reflexive strategy in Greek belongs to the pronominal type, although some significant changes occurred throughout the history of the language, which impose a more fine-grained diachronic description.
Senso, ritmo, multimodalità. Uno studio comparativo dei processi traduttivi nelle lingue dei segni (LIS e LSF)
2021
La presente tesi di dottorato analizza i processi traduttivi nelle lingue segnate, indagando la maniera di (re-)enunciare il senso in traduzione. La riflessione si costruisce come dialogo fra la linguistica delle lingue segnate e la traduttologia, a partire da presupposti teorici comuni a entrambe le discipline benché differentemente declinati, come il concetto di oralità. Lo studio, che intende definirsi come non assimilazionista (così come auspicato da C. Cuxac), tiene conto delle peculiarità proprie delle lingue segnate, fra cui le caratteristiche di multimodalità e multilinearità, e analizza le lingue dei segni sulla base del modèle sémiologique. Considerando la prospettiva dell’embodie…
'Mare' e 'montagna' sono sinonimi di 'sacco'? I determinanti nominali complessi
2013
Notes théoriques pour une syntaxe rationelle
2010
Difficiles nugae: costrutti impersonali riflessivi e non riflessivi
2009
Morphologie und Syntax im Projekt ALD-DM
2017
Quest'articolo prende l'avvio dal contributo presentato al VI Colloquium Retoromanistich (cf. Bauer 2016) e offre un'analisi linguistica tra le varietà ladine e la quantificazione statistica degli aspetti morfologici e sintattici secondo il quadro teorico del progetto ALD-DM (Università di Salisburgo). All'interno del progetto, l'interpretazione fonetica e lessicale sulla base delle carte dell'atlante del ladino dolomitico (ALD) è invece già stata completata (pubblicazione della prima parte: 1998; della seconda parte: 2012). Dopo una breve introduzione al progetto, in quest'articolo si discutono tre aspetti morfosintattici (per es. l'omofonia delle desinenze verbali di terza persona singola…
L'uso del gerundio con i verbi di percezione gardenesi
2011
L'articolo prende in considerazione i verbi che indicano una percezione sensoriale (per es. udëi 'vedere' audì 'sentire') e le strutture sintattiche che possono selezionare in ladino gardenese. In questa varietà (così come in badiotto, che qui non viene analizzato) si utilizza spesso un gerundio; lo stesso costrutto può essere usato anche in altre lingue romanze, come in francese o spagnolo, ma a differenza di queste il gardenese non permette come alternativa l'uso di un infinito semplice. Perciò le proposizioni gerundive hanno avuto uno sviluppo particolare in gardenese, che viene descritta e analizzata in questo articolo. Le caratteristiche più importanti dei costrutti gerundivi gardenesi…
I segni parlano. Prospettive di ricerca sulla Lingua dei Segni Italiana
2008
I segni parlano perché cominciano a farsi più visibili nella società italiana: le ricerche sulla Lingua dei Segni Italiana (LIS) – avviate in modo sistematico in Italia dagli inizi degli anni ‘80 – sono aumentate rispetto a diversi anni fa, così come è aumentata la consapevolezza dell’importanza di questa lingua, non solo per le persone sorde. È una lingua infatti che sempre più persone – familiari, amici e colleghi di persone sorde, operatori, insegnanti, studenti – desiderano apprendere ed utilizzare non solo per necessità ma per avvicinarsi a nuove modalità comunicative. Una lingua che purtroppo ancora oggi sente il peso del pregiudizio e fatica a liberarsi di quel senso di inferiorità r…
Sulle origini della dipendenza sintattica nella linguistica missionaria
Revisiting the Etymology of Greek mégas, megàle, méga
2013
Despite the numerous attempts at clarification that have been made over the past hundred years or so, there are still many doubts surrounding the etymology of Gr. μέγας, μεγάλη, μέγα “big, great, mighty”, especially with regard to the relation between the Greek adjective and forms attested in other Indo-European languages. The paper follows a new track. By having recourse to É. Benveniste’s theory of the structure of the Indo-European root, a stem II *sm-eĝ- is supposed in which *s- could share the characteristics of the so-called ‘mobile s-’. Thanks to this hypothesis most of the pre-existing doubts are dispelled.