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Un inedito volgarizzamento siciliano del "De medicina equorum di Giordano Ruffo", ms. London, British Library, Harley 3535, cc. 41v-95r: studio ed ed…
L’edizione del secondo trattato del ms. London, Harley 3535, cc. 41v-95r vuole apportare un nuovo contributo allo studio dei volgarizzamenti in siciliano medievale, con particolare riferimento alle mascalcie, ovvero quei testi dedicati all'allevamento e alla cura dei cavalli. Il testo è interessante sotto diversi aspetti e costituisce un collaterale del trattato tràdito dal ms. De Cruyllis-Spatafora, a sua volta primo volgarizzamento siciliano del "De Medicina equorum" di Giordano Ruffo, iniziatore del genere dell'ippiatria medievale in Italia. The edition of the second treatise of the ms. London, Harley 3535, cc. 41v-95r could be a new contribution to the study of Middle Age vulgarisations…
IN UNA LINGUA CHE NON SO PIU' DIRE. IL CODICE LINGUISTICO DI HORCYNUS ORCA
2019
The article traces the genesis and the linguistic and stylistic invention of Stefano D'Arrigo's work, crossing the first production in verse with the more mature poematic construction of 1975
Utopie egualitarie e riformismo illuminato nella Carestia di Domenico Tempio
2022
La Carestia of the Sicilian poet Domenico Tempio is an allegorical satirical poem that fits into the tradition of southern enlightened reformism, feeding the utopia of peace and social egalitarianism. The article analyzes some frame of the work to grasp the thrust for the renewal of eighteenth-century poetry, through a stylistic use of the poetic language that oscillates between coloriture markedly expressionist and equally visible traces of formal classicism.
A caccia di "autoctonismi" nella scrittura di Andrea Camilleri. La letteratura come 'accianza' di sopravvivenza per le parole altrimenti dimenticate
2016
La dialettalità della lingua di Camilleri traspare anzitutto sul piano lessicale. Ma le analisi fin qui note sulle parole “dialettali”, più o meno ibridizzate (o non precisamente italiane), della produzione camilleriana sembrano scaturire da un’impostazione che tende ad analizzarle dal punto di vista del significante: le parole non italiane rispecchiano i lessemi effettivamente presenti nel dialetto (e/o eventualmente registrati dalla lessicografia dialettale), oppure li evocano semplicemente, in quanto sottoposti a modificazioni fonetico/morfologiche (e quindi fono-ortografiche) ora in direzione della lingua, quelle di matrice dialettale, ora in direzione del dialetto, quelle di matrice it…
Quando il cibo si dona o si scambia: ritualità e consuetudini comunitarie
2013
Il contribuno propone uno sguardo sui valori socializzanti connessi alle pratiche alimentari in Sicilia, attraverso la focalizzazione su momenti della vita umana particolarmente connessi, simbolicamente e linguisticamnete, a fasi di passaggio.
Il cibo come fatto culturale
2013
Il contributo propone una classificazione delle pratiche alimentari tradizionali in Sicilia, a partire dagli studi promossi alla fine del XIX sec. da Giuseppe Pitrè, sino agli studi sul campo effettuati per la realizzazione dell'Atlante Linguistico della Sicilia. Viene proposto, a partire da un piatto arcaico, la farinata, il complesso sistema di usi, procedure, simboli, lessemi, connessi all'universo alimentare isolano.
Ristorazione della tipicità: dialetto, tradizione e territorio nei menu siciliani
2011
L’uso del dialetto e delle marche dialettali nei menu siciliani.
2011
L’onomastica pirandelliana tra cultura dialettale e dialetto diatopicamente marcato
2019
The paper focuses on three names which appear in Pirandello’s works: Zi’ Scarda, Rosario Chiàrchiaro and Zi’ Dima. These names are dialectal in their origins and their meanings can be explained mainly considering their etymon rather than their functions and uses in the literary texts. Nevertheless, beyond the etymological analysis, in order to understand the true value of the writer’s onomastic choices, it is also necessary to take into account the relationship with the social and cultural values dealing with the “dialectal world”, since Pirandello seems to choose his characters’ names by considering what they mean and represent within the cultural context they belong to.
Aspetti della variabilità in “Fiabe novelle e racconti popolari siciliani” .
2017
Il materiale linguistico dei testi popolari raccolti da Pitrè è materia viva. I suoi narratori sono parlanti reali, radicati nelle rispettive comunità delle quali ripropongono i tratti linguistici – nella loro specificità e autenticità – che lo studioso deve saper cogliere e rappresentare “immediatamente”. Ma, raccogliendo e trascrivendo i testi di "Fiabe novelle e racconti popolari siciliani", Pitrè, più che con «la parola», si trova a operare con “il parlato”. Operando, dunque, sul piano “etnotestuale”, il suo materiale linguistico, assimilabile, per certi versi, a un corpus di parlato spontaneo, postula di essere osservato e rappresentato dalla prospettiva "sintattica" e non soltanto da …