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Efeso, Ulpiano e il Senato. La contesa per il primato nella provincia Asia nel III sec. d.C.
2019
Nell'Asia Minore romana di epoca imperiale (I–III sec. d.C.) le antiche città greche continuavano a combattere aspramente tra loro per conquistare il primato provinciale: Efeso, Pergamo, Smirne, Sardi, Cizico, Laodicea e le altre poleis erano in competizione per ottenere titoli e privilegi dagli imperatori e dal Senato di Roma, in particolare la custodia di un tempio federale del culto imperiale e il rango di metropoli. L'analisi storica di un importante dossier epigrafico e numismatico di Efeso rivela come la città fosse riuscita, tra l'epoca dei Severi e di Diocleziano (c.a. 193–293), a consolidare la sua posizione grazie all'accorta diplomazia dei notabili cittadini e infine a detenere l…
Postilla. A proposito dell'Appendice di Dario Mantovani sul mio contributo
2011
L’esordio del commento ulpianeo all’editto sui patti (D.2.14.1pr.) tra critica testuale e studio dei percorsi concettuali
2009
La Giustizia, la spada e la bilancia
2017
Solamente al di fuori della storia vi è spazio per una giustizia in grado di assegnare a ciascuno ciò che gli spetta (‘suum cuique tribuere’) senza l’intervento dell’uomo. La nozione di ‘giusto’, come quella di ‘ingiusto’, è in sé indeterminata e pertanto ha bisogno di essere riempita di contenuti specifici. Analogamente, la definizione di iustitia fornita dal giurista romano Ulpiano (D. 1.1.10 pr.) si riduce, in realtà, a una formula ‘in bianco’. Rinviando al compito di ‘suum cuique tribuere’, infatti, essa consegna nelle mani dei giuristi la bilancia necessaria per determinare in concreto ciò che a spetta a ciascuno. Collegata alla definizione di iuris prudentia che segue nel testo (D. 1.…
La 'vera philosophia' dei 'sacerdotes iuris'. Sulla raffigurazione ulpianea dei giuristi (D.1.1.1.1)
2004
Si assume, mettendo a partito una serie di fonti di tradizione filosofico-letteraria sia greca che romana, che l'affermazione di Ulpiano, secondo cui i giuristi orientano il loro lavoro quotidiano verso la 'vera philosophia' e non già verso la 'simulata philosophia', va intesa alla luce di una tradizionale identificazione della prima con la riflessione etica, riguardante le virtutes ed anzitutto la iustitia, e della seconda con la degenerazione della dialettica, ormai dedita a sterili sofismi: Ulpiano vuol rivendicare la nobiltà della missione dei giuristi, rappresentati come impegnati in un'interpretatio non già incentrata su cavillationes e sottigliezze, bensì fondata sui valori della ius…